I 50 migliori vini bianchi d’Italia

di di Cesare Pillon – Elaborazione dati di Emanuele Ell

La superclassifica 2021 di Gentleman, decreta i 50 migliori vini bianchi d’Italia, ottenuta dall’incrocio delle sei più autorevoli guide italiane, premia quelli ricavati da uve d’origine francese: Chardonnay e Pinot

50 migliori vini bianchi d'Italia

Il vino bianco piace di più se è ricavato da uve d’origine francese? Si direbbe di sì, visto che il migliore d’Italia di quest’anno, secondo tutt’e sei le guide che li giudicano con un voto, è uno Chardonnay della Valle d’Aosta, il Cuvée Bois 2018 dell’azienda Les Crêtes, tallonato da un bianco umbro, il Cervaro della Sala, due friulani, il Braide Alte e il Pomèdes, un altoatesino, il Manna, tutti della stessa annata e tutti ricavati (unicamente o in parte) da Chardonnay o da Pinot Bianco.

50 migliori vini bianchi d'Italia
La cantina di Casale del Giglio, vivace azienda vitivinicola laziale.

Nella graduatoria che Gentleman ha compilato, per stilare la classifica dei 50 migliori vini bianchi d’Italia, anche in quest’anno sconvolto dal Covid-19, sommando le valutazioni delle guide, il primo vino bianco nato da una varietà autoctona, il Radix, è solo al sesto posto, ma in compenso è il più sorprendente perché prende vita dal Bellone, un antichissimo vitigno citato da Plinio ma ormai dimenticato, che Antonio Santarelli, patron di Casale del Giglio, vivace azienda vitivinicola laziale, ha reimpiantato nelle sabbie dell’Agro pontino a piede franco, cioè senza innestarlo su ceppo americano, sfidando il rischio della fillossera. Questo inedito bianco di piacevole beva nato nelle paludi bonificate della provincia di Latina non nasconde, con la sua intensa personalità, di nutrire ambizioni da protagonista. I prossimi anni diranno se non si tratta di un fuoco di paglia.

Non è facile, infatti, mantenere posizioni di vertice in un panorama così complesso come quello italiano.

C’è però qualcuno che c’è riuscito ricavando un ambizioso vino bianco dalla uve, mai vinificate in purezza, di un vitigno ch’era quasi scomparso, il Timorasso. Quest’anno l’autore del fortunato recupero avvenuto in Piemonte, Walter Massa, di Timorasso ne ha addirittura due in classifica, il Costa del Vento e lo Sterpi.

Sono parecchi i produttori che hanno più d’un vino tra i Top 50.

Forse troppi, e qualcuno forse con troppi vini: c’è un’evidente sproporzione tra la pur validissima azienda friulana Vie di Romans, che ha tre bianchi in classifica, e la regione Liguria, che non è riuscita a piazzarci neanche uno dei suoi sapidi Vermentino. Su queste scelte, incentrate sulla qualità, contano anche le mode. Tra le 15 regioni in graduatoria, il Friuli è tra quelle che hanno il vento a favore, come l’Alto Adige; bene anche le Marche, la Campania e la Sicilia sospinta dai vini dell’Etna.

50 migliori vini bianchi d'Italia

* La classifica di Gentleman è stata ricavata unificando e sommando i voti delle guide 2021 di Gambero Rosso (Vini d’Italia, GR nella tabella), Veronelli (I vini di Veronelli), Associazione Italiana Sommelier (Vitae), Fondazione Italiana Sommelier (Bibenda), Daniele Cernilli (Guida essenziale ai vini d’Italia) e Luca Maroni (Annuario dei migliori vini italiani). Tre di esse (Veronelli, Cernilli e Maroni) esprimono già le loro valutazioni in centesimi. Ecco come sono state tradotte in voti centesimali le altre. Per il Gambero Rosso: 3+ bicchieri («I premi Gambero Rosso») = 100; 3 bicchieri = 97; 2 bicchieri rossi = 92,5; 2 bicchieri neri = 88; 1 bicchiere nero = 82,5. Per Vitae: 4 viti + tastevin = 100; 4 viti = 95: 3 viti + 1 nera = 89,5; 3 viti = 86,5; 2 viti = 82; 1 vite=77. Per Bibenda: 5+ grappoli («Gli assaggi dell’anno») = 100; 5 grappoli = 95; 4 grappoli = 87,5; 3 grappoli = 82; 2 grappoli = 77.

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