Book look . Shelf attraction

Tra Zoom, Skype, Teams, la biblioteca di casa, data prematuramente per spacciata dall’avvento degli e-reader, sta godendo la sua rivincita. Trionfando sugli schermi di computer e tv… E tu, di che libreria sei?

Gentleman-magazine-italia-vitadaG-E-tu,-di-che-libreria-sei--Bookshelves-Zoom-FrameI primi sono stati i politici: intervistati fra le mura di casa hanno scelto (su suggerimento dei loro consulenti d’immagine?) lo sfondo della biblioteca. Al seguito tutti gli appartenenti alla cosiddetta expert class  sempre più spesso si sono fatti riprendere con lo scaffale dei libri alle spalle.

E, infine, nell’epoca Covid all’insegna di Zoom e Skype, fra videoconferenze e telelavoro, è toccato ai comuni mortali, scrivania affollata e computer in primo piano, ma ancor più in bella vista la collezione domestica delle proprie vere o supposte letture.

Un fenomeno diffuso che la maggioranza dei sociologhi ha subito ribattezzato «estetica della credibilità». Ossia, in parole povere, quella patina di prestigio, o quantomeno di affidabilità (una sintesi fra status symbol e lifestyle), che il libro cartaceo non ha mai smesso di esercitare, neppure con l’avvento degli e-book.

Se non altro per la banalissima ragione che nessuno può sbirciare, come accade con le biblioteche domestiche, l’ampiezza e il genere di letture che si annidano nei labirinti dei chip. Certo, oggi è difficile individuare sugli schermi di tv e computer i titoli delle copertine e quindi gli interessi (e in parte la personalità) dei possessori.

Qualche indizio può essere fornito dall’esibizione di ordinatissimi volumi di enciclopedie e collane dai dorsi monocromatici, piuttosto che un allegro disordine con libri inseriti anche in orizzontale (come accade per gli scaffali davvero vissuti) o mensole sovraccariche di foto e memorabilia, senza contare il gusto dei mobili in sé, dall’iperdesign all’antiquariato, preferibilmente di famiglia, e magari con qualche tendina per proteggere i volumi più preziosi.

Ma per approfondire davvero la curiosità si dovrà tornare dal video alla vista diretta. Curiosità da esercitare con ferree regole di galateo. Perché davanti alla libreria ben fornita di un professionista, o di un accademico o di chiunque coltiva molti interessi intellettuali, c’è una domanda irritante da non fare mai e poi mai, come se una biblioteca fosse solo un deposito di libri già letti e non uno strumento di ricerca e passione:

«Ma davvero lei ha letto tutti quei libri?».

In tal caso si rischia la risposta sarcastica di Umberto Eco, semiologo, romanziere di successo, nonché accanito bibliofilo: «No, non ne ho letto nessuno altrimenti perché li terrei qui?». Oppure, ferocissima: «No, questi sono soltanto i libri che devo leggere entro il mese prossimo. Gli altri li tengo in una casa in campagna».
Risposta che, garantiva Eco, induceva qualsiasi visitatore importuno ad anticipare il momento del congedo… Etu, di che libreria sei?

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