I 100 migliori vini rossi d’Italia

di Cesare Pillon - Elaborazione dati di Emanuele Elli

La SUPERCLASSIFICA 2021 di Gentleman decreta i 100 migliori vini rossi d’Italia, ottenuta dall’incrocio delle sei più autorevoli guide italiane. Sorpresa: nell’anno in cui tutto è cambiato. Il podio è rimasto invariato

Ciò che sorprende, nella graduatoria dei 100 migliori rossi d’Italia di quest’anno, compilata come sempre da Gentleman sommando le valutazioni delle sei guide che li giudicano con un voto, è che sul podio ci sono gli stessi tre vini dell’anno scorso, con l’intramontabile Sassicaia in testa. C’è da chiedersi come mai, mentre la pandemia da Covid-19 sconvolgeva il mondo del vino impedendo di gustarlo al ristorante, limitando la possibilità di procurarselo in enoteca, imponendo il supermercato come canale privilegiato della sua distribuzione e incrementandone l’acquisto on line, quello al vertice della qualità restava uguale a se stesso, limitandosi a invertire la posizione del Rubesco Vigna Monticchio di Lungarotti, con quella del Solaia di Antinori. C’è da chiedersi perché è la prima volta che questo succede: avendo cadenza annuale, le guide corrono il rischio di celebrare ogni volta le stesse etichette, ma finora i loro autori erano riusciti a evitarlo non esitando a far ricorso a ogni possibile espediente. Qualcuno, per esempio, non recensisce i cosiddetti vini di culto, dando per scontata la loro eccellenza, e così fa posto a bottiglie inedite che ritiene giusto far emergere. I tre vini al top che quest’anno sono rimasti gli stessi non devono trarre in inganno: anche se resa più complicata e difficile dal lockdown, la ricerca di bottiglie sconosciute per differenziare tra loro le guide non è affatto cessata. Tant’è vero che per compilare la sua graduatoria Gentleman ha preso in esame i 12.850 voti ottenuti da 2.142 etichette diverse, scoprendo che a essere presenti su tutte e sei le guide sono soltanto 169. Ignorati da una di esse non compaiono perciò tra i primi 100 né il Barolo Monfortino 2014 né il Masseto 2017, e neppure Le Rocche del Falletto 2014 di Bruno Giacosa, cioè i vini più acquistati alle aste, anche nel tormentato 2020, da collezionisti e investitori. Altrettanto clamorose le assenze di due Barolo, lo Sperss 2016 di Gaja e il Villero Riserva 2013 di Vietti: se fossero presenti con un voto superiore a 94/100 anche nell’Annuario dei migliori vini italiani di Luca Maroni, che non li ha recensiti, sarebbero risultati proprio loro i primi in classifica. A essere penalizzati dall’assenza su qualche guida sono, infatti, soprattutto i vini del Piemonte: il primo Barolo, il Mosconi 2016 di Chiara Boschis, compare al 59° posto, preceduto da Barbera d’Asti, Gattinara, Barbaresco e Ghemme. Ad avvantaggiarsene è la Toscana, con 31 etichette contro le 12 del Piemonte, che è alla pari con il Veneto. È da notare però, nella sovrabbondanza di vini toscani, che di Brunello di Montalcino ce n’è solo uno, il Podernovi 2015 di San Polo, mentre sono latitanti due grandi nomi, Biondi Santi e Soldera. Come sempre, però, sono parecchi i fenomeni interessanti che la classifica delle classifiche segnala. Colpisce, per esempio, che si sia classificata al quinto posto La Firma 2015 delle Cantine del Notaio: non era mai successo che un Aglianico del Vulture arrivasse così in alto e che tra i primi 100 se ne siano piazzati altri tre, mentre l’anno scorso non ce n’era neanche uno. Molto significative sono anche altre due performances: la rivincita dell’Amarone con nove piazzamenti, cinque dei quali tra i primi 10 classificati, e la folgorante ascesa di un vino pugliese, il Primitivo, con l’ES 2018 in quarta posizione e il Raccontami 2018 in sesta. Il primo è di un vitivinicoltore a tempo pieno, Gianfranco Fino, il secondo di un vignaiolo della domenica, Bruno Vespa. E anche questo è un fenomeno su cui ci sarebbe da meditare.   * La SUPERCLASSIFICA di Gentleman è stata ricavata unificando e sommando i voti delle guide 2021 di Gambero Rosso (Vini d’Italia, GR nella tabella), Veronelli (I vini di Veronelli), Associazione Italiana Sommelier (Vitae), Fondazione Italiana Sommelier (Bibenda), Daniele Cernilli (Guida essenziale ai vini d’Italia) e Luca Maroni (Annuario dei migliori vini italiani). Tre di esse (Veronelli, Cernilli e Maroni) esprimono già le loro valutazioni in centesimi. Ecco come sono state tradotte in voti centesimali le altre. Per il Gambero Rosso: 3+ bicchieri («I premi Gambero Rosso») = 100; 3 bicchieri = 97; 2 bicchieri rossi = 92,5; 2 bicchieri neri = 88; 1 bicchiere nero = 82,5. Per Vitae: 4 viti + tastevin = 100; 4 viti = 95: 3 viti + 1 nera = 89,5; 3 viti = 86,5; 2 viti = 82; 1 vite=77. Per Bibenda: 5+ grappoli («Gli assaggi dell’anno») = 100; 5 grappoli = 95; 4 grappoli = 87,5; 3 grappoli = 82; 2 grappoli = 77. Scopri la superclassifica dei migliori vini bianchi italiani di Gentleman

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