I migliori piatti gourmet dell’estate

di Magda Mutti

La cucina d’autore diventa protagonista con i migliori piatti gourmet dell’estate proposti da chef stellati negli esclusivi hotel delle località di vacanze più amate

Finalmente la cucina d’autore entra negli hotel di lusso, l’una trasforma l’altra in destinazione di viaggio, come risulta dal Rapporto Enogastronomico 2021 della ricercatrice Roberta Garibaldi. Le località di mare diventano così la porta d’accesso di un nuovo turismo che cerca esperienze memorabili di tavole, vino e paesaggi. Gentleman suggerisce la wish list dell’estate.

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Triglia farcita di stoccafisso con salsa livornese al Resort Puntaldia.

Sardegna 

Debutta nella marina naturalistica di Tavolara (Olbia) il Resort Puntaldia del Gruppo Baglioni e il suo Gusto animato da Claudio Sadler, sbarcato dall’omonimo locale stellato milanese per dare vita alla proposta food, con piatti di successo e tradizione isolana, in stile contemporaneo: tra le proposte, riso con alga spirulina, spaghetti all’aragosta, fregola allo zafferano e ragù di polpo, triglia ripiena di baccalà, le paste ripiene lorighittas fililindeu e il porceddu. Alla lounge Ferrari, le bollicine si degustano con finger food: riso giallo da passeggio e arancine di riso nero dal cuore d’uovo, piselli e mortadella.

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Il rooftop Baglioni Resort in Sardegna.

Al Grand Hotel Poltu Quatu, invece, un borgo di pescatori con camere e ville affacciato su La Maddalena e un approdo in un fiordo con piazzetta chic, da quest’anno c’è il Caviar Bar con vini e Vodka Experience, un ristorante romantico sulla pedana marina serve plateau con trionfi di crudi e di crostacei. Denis Mulè dirige tutti i punti ristoro, ma il suo palcoscenico è il Tanit Fine Restaurant dove propone gnocchi dorati, emulsionati da crema di pecorino e cozze, e il maialino al finocchietto selvatico. In cartellone, guest chef stellati e neo laureati ai Corsi Gambero Rosso.

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Tortelli al pecorino e basilico siciliano con gambero di Mazara e pomodoro Pachino dello chef Roberto Toro del Timeo di Taormina.

Sicilia

Villa Igiea, dimora Art nouveau appartenuta alla famiglia Florio, entra nella costellazione Rocco Forte Hotels e, dopo un meticoloso restyling, eccola restituita alla città di Palermo: ospitalità a 5 stelle e cucina affidata a Fulvio Pierangelini chef umanista capace di trasmettere identità diverse ai ristoranti che supervisiona. Non lontano da Sciacca, invece, alcuni tra i migliori piatti gourmet dell’estate si possono trovare al Verdura Resort, altro anello Rocco Forte, i menù de La Zagara sono un inno alla libertà degli ingredienti del territorio: piatti emblematici le tartare di mare, la spigola con vongole e scarola, o il dentice con finocchi e agrumi. A Palermo lo chef riprende l’opulenta cucina dei Monsù, i cuochi dei nobili, ma con tratti più leggeri e senza tradirne la fisionomia: timballi (di aneletti al ragù di scampi), ravioli (alla Norma), biancomangiare (alla mandorla con sorbetto di gelso).

Si rialza il sipario anche al San Domenico Palace di Taormina, new entry del Gruppo Four Seasons, struttura tra le più belle, ex convento del XIV secolo, dal lussureggiante giardino. Il ristorante gourmet Principe Cerami, 2 stelle, è nelle mani di Massimo Mantarro, dotato di talento compositivo: cannellone di mozzarella di bufala su arcobaleno di pomodorini e centrifuga di pomodoro nero, arancino di patate siracusane, ricotta, zucchine quarantine e tartufo.

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Roberto Toro

A Taormina domina l’Arte, il Timeo (Gruppo Belmond) dedica il ristorante stellato al paesaggista berlinese Otto Geleng; Roberto Toro ne è lo chef: solo 8 tavoli in terrazza tra bouganvilee. Specialità: risotto, seppia, tenerumi (foglie di zucchina) e lime; triglia con lardo, finocchio e arselle. In giardino, la colazione è live, la station che sforna baguette e croissant con granita. Altre opzioni chic, picnic, cinema e Champagne in spiaggia.

 

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Piccitore di Laura Peri e caviale osetra cime di rapa e colatura d’alici dello chef Cristoforo Trapani del Byron a Forte dei Marmi.

Versilia

Nel cuore di Forte dei Marmi, e nel motore del Byron, novecentesca villa 5 stelle luxury, Cristoforo Trapani crea sortilegi culinari. Al Magnolia, a bordo piscina, va in onda il suo fine dining, adora la pasta e ne propone l’affondo dall’antipasto al dessert, gradito shock.

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Cristoforo Trapani del Byron a Forte dei Marmi.

Tra gli imperdibili, lo Spaghettino di Gragnano affumicato condito da cannolicchi, ostriche e alga, e i «bottoni» ripieni di muggine, sugo con bottarga, ricci e lime. Quest’anno le colazioni si allargano e allungano dalla zona lounge alla terrazza frontemare.

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Bufala al lampone dello chef Giuseppe Stanzione del ristorante Il Glicine di Amalfi.

Costiera

La cornucopia abita al Caruso di Ravello, stella della catena alberghiera Belmond con l’infinity più panoramica del Mediterraneo. Lì si esprime Mimmo Di Raffaele, chef executive del ristorante Belvedere: linguine di pasta Gentile alla colatura di alici di Cetara, maialino dei Monti Lattari e purea di mela Annurca, sfogliatelle «dolce far niente». Per stare vicini al fenomeno sono disponibili due tavoli extra, sotto la cucina. Particolarità: verdure disidratate, sushio napoletano (crudo di pesce e frutta). E un Krug table con percorso guidato da bubble.

Tra i migliori piatti gourmet dell’estate, ecco Peppe Stanzione che ovunque vada accende stelle, come al Glicine del Santa Caterina di Amalfi della famiglia Gambardella, dimora liberty e glam dai piatti culto: cocktail di gambero rosso con un ketchup di pomodorini del piennolo e curcuma, tagliatella di seppia con cetriolo, avocado e limone amalfitano. Lo hanno richiesto anche all’hotel Claridge di Londra, per le sue mirabili paste e pizza.

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Giuseppe Stanzione del ristorante il Glicine dell’Hotel Santa Caterina ad Amalfi.

Un altro indirizzo è il J.K. Place Capri, 5 stelle su Marina Grande: Andrea Cimino è il nuovo chef a cui tocca conquistare i palati di questa estate. Sarà una cucina territoriale. Piatto esemplare: gli spaghettoni Gentile tiepidi, mantecatura all’olio di finocchietto, coriandolo e jus di pomodoro, peperone verde, lime, cipollotto e coriandolo. Varietà di tartare di scampi.

Davide Bisetto guida l’Oro del Belmond Cipriani, bistellato in Francia e stelle anche qui. Per far fronte al momento s’è inventato il ristorante one table, un tavolo da 2 a 6 persone, e per questa stagione triplicherà. Come consuetudine, il menù è unboxing: decide lui secondo mercato. Piatti signature: l’asparago dipinto che sembra una murrina e Fra’ Branzino, cotto nell’argilla. Per i 1600 anni di Venezia, ecco nuovi concept: il tavolo del Doge (ricette del ’700 rielaborate); breakfast in giardino con banco frutta come al mercato di Rialto e la credenza delle torte. L’aperitivo è affidato a un bacarista per i chicchetti e a Walter Bolzonella per i cocktail.

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