Dal passato le visioni future

Un archivio dell’immaginario legato alla dimensione urbana. La collezione di Italo Rota, in mostra a Lucca, è una miniera di idee cui attingere per nuovi percorsi creativi.

Il passato tesoro di ispirazione. Pianeta città. Arti cinema musica design nella Collezione Rota 1900-2021, è la mostra in programma fino al 24 ottobre 2021 a Lucca, negli spazi espositivi della Fondazione Ragghianti.

«Oggi, per me, un’idea vale quanto qualcosa di già realizzato. Le grandi intuizioni, le utopie sono state veicolo di trasformazione», dice l’architetto Italo Rota.

«La mia collezione è stata raccolta secondo una ricerca incrociata con il mio lavoro e si basa su interessi che vanno alla radice dei problemi. Si tratta di un archivio di beni comuni rispetto al tema città, che nell’insieme servono per immaginare il futuro».

Ecco sette tappe della mostra.

1. Archigram. una visione del futuro, con stampe su carta realizzate dal gruppo di avanguardia architettonica formatosi negli anni Sessanta, con sede presso l’Architectural Association di Londra.

Hanno tratto ispirazione dalla tecnologia al fine di creare una nuova realtà che è stata espressa unicamente attraverso progetti.

la mostra di rota a lucca su pianeta e città
Archigram numero 4 rivista 1964

2. Street farm. Manoscritti, schizzi, disegni, fotografie e diapositive del movimento collettivo londinese attivo nei primi anni 70. Nel 1971-1972 ha prodotto una rivista di ispirazione situazionista chiamata Street Farmer, che combinava una grafica spiritosa con idee su quella che chiamavano la «trasmogrificazione» dell’ambiente urbano.

3. I Beatles. I ritratti psichedelici del 1967 di Richard Avedon. Manifesti e cataloghi di mostre, i celebri dischi beatlesiani White Album, Yellow Submarine e Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

i ritratti psichedelici di richard avedon in mostra a lucca
Avedon Ritratti psichedelici Beatles poster Ringo Starr 1967

4. Cybernetic serendipity. Una mostra di arte cibernetica curata da Jasia Reichardt, esposta all’Institute of Contemporary Arts di Londra, nel 1968, e poi in tournée negli Stati Uniti. Nella collezione di Rota: il cortometraggio Late Night Lineup in cui la curatrice introduce la mostra; il catagolo e il disco Cybernetic Serendipity Music.

5. Spaceship earth. Il libro di Barbara Ward (1966) che ha messo in discussione la comunità mondiale, determinata dai rapidi progressi tecnologici, invocando la necessità di comprensione, tolleranza e cooperazione. La terra è vista come una navicella spaziale. L’umanità è racchiusa in uno spazio circoscritto e diventa più fragile e soggetta a contagi.

6. The Mars Project. Il libro scritto nel 1952 dallo scienziato tedesco Wernher von Braun parla di un uomo di nome Elon a capo di un governo di dieci uomini che governa Marte.

È un progetto di fantasia per una spedizione umana sul pianeta rosso.

Un nome una profezia? Come non notare l’omonimia con Elon Musk, il fondatore di Tesla e di Space Exploration Technologies Corporation, che nel 2026 vorrebbe portare l’uomo su Marte.

Un'opera di Mario Schifano alla mostra di Italo Rota a Lucca
Mario Schifano, (ESSO) Delle cose che appartengono a tutti il segno di energia, 1962

7. Pop art. Dalle icone di Andy Warhol alle contaminazioni. Mario Schifano con ESSO, Il segno di energia, smalto, grafite e frottage di giornali su cartoncino, 1962. (Courtesy Matteo Maria Mapelli Arte Moderna e Contemporanea).

 

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