Il talento di Mister Hall

di Ilaria De Bartolomeis

Innamorato dell’Italia, in particolare di Venezia, e dell’antica Grecia, il giovane designer inglese Luke Edward Hall è un esteta pronto a decorare il mondo

gentleman magazine italia protagonisti designer inglese Luke Edward Hall con rubelli

«Ogni volta che vengo a Venezia, vivo la meraviglia della prima volta», racconta Luke Edward Hall con un sorriso appena accennato e lo sguardo pulito, in cui si scorge un guizzo di curiosità fanciullesca e un flusso di pensieri che in un primo momento restano silenziosi per poi diventare le parole di quest’intervista.

Giovane, ha solo 34 anni, ma dal talento così sofisticato che sembra aver interiorizzato gli ultimi tre secoli di storia, Luke ha studiato Fashion design alla Saint Martin di Londra, ha lavorato in uno studio londinese di interior design, per poi aprire, nel 2015, il proprio atelier, con cui ha lanciato il marchio di knitwear Chateau Orlando, e ha firmato progetti di ristoranti e di residenze.

La sua estetica colta e dirompente ha conquistato grandi nomi del lusso, come Richard Ginori, Burberry, Diptyque e Rubelli. La presentazione in anteprima della collezione di tessuti Return to Arcadia, realizzata con la storica azienda tessile veneziana, è la ragione dell’incontro fra il poliedrico artista e Gentleman.

Gentleman. Conosceva già Rubelli prima di questa collaborazione?

Luke Edward Hall. Certo, mi era capitato di utilizzare i tessuti Rubelli in alcuni progetti di interior. Oggi poter lavorare con una manifattura che ha fatto la storia del tessile, e pensare che sia guidata ancora dalla stessa famiglia, mi sembra molto eccitante e romantico.

gentleman magazine italia protagonisti designer inglese Luke Edward Hall tessuto matrimonio rublli

G. Come è nata la collezione?

L.E.H. Ho studiato l’archivio Rubelli, i colori e i pattern, e ho provato a combinarli con il mio immaginario. È stato un lavoro audace e molto interessante. Mi piace rompere gli schemi per trovare strade inedite, mi piace sperimentare, mescolare moda, design e arte, passato e presente. Con la creatività si possono superare i confini, cancellarli, reinterpretarli come è accaduto nel progetto con Rubelli: un disegno fatto su carta (qui sopra) è stato trasformato in un tessuto da arredamento, che poi ho scelto anche per confezionare l’abito del mio matrimonio (con il designer Duncan Campbell, ndr).

G. Ha citato la meraviglia di Venezia. Che cosa rappresenta per lei l’Italia?

L.E.H. Amo questo paese dove le città sono tutte così diverse, una tale varietà di atmosfere e sensazioni uniche al mondo. Io che adoro il decoro, che sono un po’ massimalista e sicuramente molto eclettico, vivo delle esperienze magiche nella stratificazione di colori, di architetture e di paesaggi.

gentleman magazine italia protagonisti design statua.

G. Da dove arrivano le ispirazioni?

L.E.H. Dall’Italia, ma anche dalla Grecia e dall’antica Roma: ho una fissazione per certi personaggi come Antinoo, che ho riportato anche su un tessuto Rubelli: mi affascina la sua bellezza, la sua storia d’amore con l’imperatore Adriano, ma anche la sua tragica e prematura fine. Ho un dialogo continuo con Antinoo: vado spesso a passeggiare nello splendido giardino di Rousham House, nell’Oxfordshire, dove si trova una sua statua (qui sopra). In sostanza, ripenso il passato con colori inaspettati.

G. La sua è una forma di nostalgia per ciò che è stato?

L.E.H. Forse un po’, ma soprattutto è un desiderio di conoscere e interiorizzare. Questo mi porta a collezionare di tutto: porcellane cinesi, ritratti del XVIII° secolo, vasi e affascinanti cianfrusaglie. Mi piace girare per gli antiquari, ma soprattutto trascorrere ore dai rigattieri e nei mercatini. Circondarmi di oggetti belli mi fa sentire bene.

Il tessuto in cotone stampato Quatrefoil disegnato da Luke Edward Hall per Rubelli: il motivo geometrico si ispira ai tappeti del decoratore Emilio Terry.

G. Che cos’è la bellezza?

L.E.H. È una domanda difficile perché la bellezza è qualcosa di molto personale: è ciò che riesce a emozionare.

G. Che cos’è l’eleganza?

L.E.H. Significa sentirsi a proprio agio, avere il coraggio di essere se stessi.

G. Come abbina i colori?

L.E.H. Non c’è nulla di scientifico: mi lascio guidare dall’idea che il colore porti sempre buone sensazioni. Nei colori come nello stile non mi interessano i trend perché in un attimo sono superati: io sono interessato a creare qualcosa che sia sospeso nel tempo. Vuol dire fare un lavoro di traduzione, di sottrazione e di stratificazione, avendo la sensibilità e l’originalità di dare un tocco di freschezza a ciò che è stato. Questo riesce a farlo solo chi vive profondamente nel proprio tempo.

G. A proposito di timeless, lei e Duncan avete lasciato Londra per trasferirvi in campagna, nel Gloucestershire. Perché questa scelta?

L.E.H. Desideravamo poter vivere un ritmo diverso da quello di Londra, essere più vicini alla natura e avere un diverso tipo di socializzazione. Il nostro cottage sembra uscito dal disegno di un bambino e il giardino è una meraviglia con l’orto e i 4mila bulbi che abbiamo piantato.

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