La Sardegna DOC di Valentina Argiolas

di Giada Barbarani

Dalle calette raggiungibili solo in barca alle feste tradizionali, passando per siti archeologici e locande nei borghi antichi, degustazioni in cantina e sotto le stelle. Un viaggio inedito per scoprire la Sardegna Doc di Valentina Argiolas

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Elegante, equilibrata, fresca, delicata e gentile. Legata alla tradizione, ma con lo sguardo sempre verso il futuro, e al territorio, proprio come i vini che produce. Così si presenta Valentina Argiolas, terza generazione, insieme alla sorella Francesca e al cugino Antonio, dell’azienda vitivinicola di famiglia.

La cantina Argiolas.

Valentina, cresciuta tra i vigneti e le cantine nella campagna sarda, oltre essere uno dei nomi e dei volti della viticultura isolana nel mondo, è l’ambasciatrice ideale per raccontare la sua isola attraverso un’itinerario lontano dai soliti luoghi turistici, per scoprire una Sardegna autentica, fatta sì di mare, ma anche di tradizioni, storia e natura.

Le tenute Argiolas di Sisini.

Punto di partenza, non poteva che essere la campagna di Sibiola, dove ci sono le tenute di Serdiana e dove Valentina è cresciuta e vive con il marito e i due figli. Immersa nel verde dei vitigni, che si estendono per circa 45 ettari, qui ogni anno, oltre la tradizionale vendemmia, si organizza anche Cantine aperte, una giornata per scoprire la cantina e i segreti delle tecniche di coltivazioni, ma anche Trekking tra i vigneti.

Il nuovo angolo degustazioni della Tenuta.

Dopo la visita in Cantina e barricaia, l’itinerario parte dall’antica chiesetta romanica di Santa Maria di Sibiola e attraversa colline, vigneti e oliveti. Pausa per una merenda in cima a una collina da cui si ammirano i fenicotteri rosa che popolano lo stagno salato di Stani Saliu.
Al termine della visita, tappa in cantina presso la corte che ospita il nuovo allestimento di sedute per degustazione di due calici di vino (da giugno a fine settembre, ogni giovedì alle 17.30). Per prenotare, mail a  prenotazione@argiolas.it o Whatsapp al 366 6542170.

Fresco, pieno e sapido, il tagliamare è uno dei vini Argiolas da degustare in cantina. O sotto le stelle.

Da non perdere, poi, la serata organizzata per San Lorenzo: il 10 agosto, l’appuntamento è con Calici di Stelle da Argiolas quest’anno si svolge in una nuova suggestiva location: il vigneto Iselis che si estende a una nuova zona collinare: Pie Monti, vitato a uve autoctone a bacca bianca Vermentino, Nuragus e Nasco, da cui si gode di una vista dall’alto spettacolare sulle vigne.

I fenicotteri dello Stagno di Satni Saliu che si possono vedere durante il trekking organizzato.

Andando verso nord, nel cuore dell’isola, si arriva a Barumini, nella regione storica della Marmilla: centro principale di un territorio ricchissimo fino dall’antichità, oggi è uno dei luoghi più affascinanti della Sardegna. Merito del sito archeologico Su Nuraxi, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco: realizzato in blocchi di basalto, il complesso di nuraghe presenta una stratificazione di 2mila anni.

Il sito Su Nuraxi, Patrimonio dell’Umanità.

A pochi passi, il centro culturale Lilliu, dove si può assistere a concerti, mostre ed eventi. E poi, meraviglia nelle meraviglie, Casa Zapata. Esempio di architettura civile ispanica di ispirazione rinascimentale, la residenza realizzata a metà del 1500 per i baroni aragonesi, dal 2006 sede di un polo museale, presenta al suo interno una sorpresa: due torri di un monumento nuragico visibili dall’alto grazie a pavimenti trasparenti e passerelle sospese.

Casa Zapata. Esempio di architettura civile ispanica di ispirazione rinascimentale.

Per i più sportivi, trekking e bici sui vicini altopiani basaltici di Giara (dove si trovano i famosi cavallini). Rimanendo in tema equestre, imperdibile per Valentina la Sartiglia, una delle più antiche manifestazioni (risale al Medioevo) che si svolge ogni anno, la domenica e il martedì di Carnevale, a Oristano.

La suggestiva città di Cagliari.

Altro appuntamento imperdibile, il Primo maggio, la processione di Sant’Efisio, a Cagliari.
Ma il capoluogo della Sardegna riserva anche molte altre emozioni: i tramonti da ammirare dalle terrazze dei locali del quartiere Castello, come lo storico Libarium Nostrum in via Santa Croce; le pittoresche stradine che costeggiano i palazzi nobiliari che si animano di sera; le vie dello shopping di Villanova.

La spiaggia di Cagliari, il Poetto.

Ma anche il Poetto, la spiaggia cittadina di sabbia, frequentatissima da surfisti, costeggiata da una lunghissima pista ciclabile che ricorda Miami, piena di chioschetti e locali con musica dal vivo, e la Marina.
Proprio da qui si può prendere una barca per raggiungere Cala Goloritzè, nella costa orientale dell’isola, uno dei tratti costieri del Golfo di Orosei dove mare e montagna si incontrano in perfetta armonia.

Cala Gortze, incontaminata e spettacolare.

Un luogo scenografico e quasi incontaminato: le barche devono, infatti, tenere una distanza di almeno 300 metri dalla riva, proprio per preservare questa oasi.
Senza dimenticare l’arco naturale e la celebre guglia di Monte Caroddi, a forma di piramide, che hanno reso questa caletta una delle più fotografate e ammirate.

Per i più sportivi, la perla del Mediterraneo si può raggiungere anche con una passeggiata di circa due ore attraverso i lecci e i corbezzoli nel Supramonte di Baunei, passando per luoghi storici come Santa Maria Navarrese, dove le donne usano ancora indossare gli abiti tipici di un tempo.

Capo Spartivento, un faro trasformato in albergo di charme.

Ritornando verso sud, imperdibile Villasimius, la preferita di Valentina, e le spiagge che puntellano la Costa di Chia. Un percorso che si snoda da Chia a Cala Cipolla, con i due promontori di granito rosa alle spalle che formano una piscina naturale, passando per Capo Spartivento, dove un lungimirante imprenditore anni fa ha preso in concessione dal demanio un faro abbandonato con relativa residenza dei semaforisti, li ha ristrutturati e li ha trasformati in una guest house di lusso.

Cala Cipolla.

Il viaggio attraverso gli occhi e le parole di Valentina prosegue verso borghi abbandonati, come Tratalias, il paese costruito due volte che, grazie a un attento recupero, oggi rappresenta un ottimo esempio di valorizzazione, con le piccole tipiche abitazioni, i negozi di artigianato e la Locanda Monserrat, affacciata sulla Cattedrale di Santa Maria risalente al 1213.

Si prosegue poi verso la Costa del Sulcis, tra la Tenuta Is Solinas e il mare di Porto Pino, dove tra le dune di sabbia che raggiungono anche i 30 metri d’altezza, sorgono piccoli chioschi, dove è possibile assaggiare il pesce consegnato direttamente dalle barche dei pescatori.

L’Hotel Le Dune sorge direttamente sulla spiaggia selvaggia di Piscinas.

Ultima tappa del viaggio più a nord, nella Costa Verde, attraverso strade sterrate e sabbiose, insediamenti minerari e villaggi con meravigliose ville signorili, nella zona selvaggia di Piscinas, Patrimonio Unesco e nominata dal National Geographic una delle più belle spiagge al mondo, dove si può dormire a Le Dune, una vecchia stazione trasformata in albergo.

 

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