Gentleman Aprile. La sfida continua

di Giulia Pessani

Luna Rossa ha fatto sognare gli italiani e ha scatenato il tifo per il Tricolore. Nel nome dello sport, ma anche dell’eccellenza produttiva e tecnologica. Ecco chi sono i Gentleman del mare

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«NON VEDIAMO L’ORA DI RITORNARE A REGATARE SUGLI AC75, nella prossima edizione dell’America’s Cup». La sfida continua...

Così si chiudono le comunicazioni del Luna Rossa Prada Pirelli Team da Auckland, capitanato da Max Sirena, braccio operativo del patron Patrizio Bertelli. E tutti noi, che ci siamo appassionati negli ultimi due mesi a questo spettacolo che ha messo in campo il meglio di agonismo, tecnologia e fair play, sotto il dominio della forza pulita del vento, abbiamo voglia di rivederli. Si è chiusa l’epopea della 36a America’s Cup, una campagna intensa e piena di emozioni, che ha avuto momenti memorabili, come la vittoria della Prada Cup da parte di Luna Rossa, i duelli con Team New Zealand e, purtroppo, anche la mancata conquista della Coppa America. Ma fa parte dello sport e della vela.

Tifare Luna Rossa e il Tricolore è stata un’iniezione di energia e leggerezza
che ha fatto bene a tutti e ci ha ricordato quanto l’Italia sia capace di esprimere livelli straordinari di eccellenza.

Da questa idea, e dalla passione che questo giornale nutre per il mare, è nato il nuovo numero dedicato ai Gentleman della vela e all’eccellenza del Made in Italy a bordo. «L’America’s Cup è il vertice mondiale della vela, dal 1851», racconta Marco Tronchetti Provera, ceo di Pirelli e grande velista. «In più, in questa edizione, abbiamo visto volare sull’acqua gli AC75, un eccezionale concentrato di tecnologia. E, su Luna Rossa, troviamo il meglio della ricerca tecnologica italiana. È stata comunque un’avventura fantastica, mai barca italiana era arrivata così lontano». Punto di riferimento come armatore, appassionato sportivo, Tronchetti Provera come title sponsor di Luna Rossa ha messo in campo la grandissima l’esperienza di Pirelli nello sviluppo di materiali innovativi sia a terra, sia in acqua.

Anche Patrizio Bertelli, patron di Prada e Luna Rossa, parte dalla sintesi di agonismo e tecnologia: «Le regate sono l’ultimo atto di uno sviluppo tecnologico molto complesso. L’estremizzazione delle barche è da sempre l’essenza dell’America’s Cup». E così è pronto a lanciarsi in una nuova avventura che ha già il suo defender, chi la vince e la custodisce, Team New Zealand appunto, e il suo Challenger of Record, lo sfidante, la Gran Bretagna con Ineos. D’ora in avanti, intrighi, intrecci, sfide e chiamate alle armi…Tutto è aperto, ed è il bello di questa competizione. Anche se New Zealand, com’è suo antico diritto, ha già stabilito alcune regole, una su tutte: chi partecipa sottoscrive che, anche da vincitore, manterrà, almeno per l’edizione successiva, la stessa classe di barche, gli AC75. Puro divertimento per chi guarda. Adrenalina per chi partecipa.

Se l’America’s Cup è considerata la Formula 1 del mare

le somiglianze fra le due competizioni non finiscono qui. La vela, anche quella con i budget stratosferici, è dominata dalla forza pulita del vento. E anche il mondo delle automobili punta alla sostenibilità: con macchine elettriche e con il Campionato di Formula E che si corre in circuiti cittadini unici al mondo. La prossima tappa è Roma, il 10 aprile, all’Eur: una passione da Gentleman che mette in campo il meglio della ricerca e delle tecnologie avveniristiche e che, per i suoi contenuti di sostenibilità, attira l’attenzione dei Millennials e della Gen Z.

Moda, grandi viaggi (da iniziare a programmare…), vini, con la classifica dei 50 migliori bianchi italiani, e molte altre idee arricchiscono questo numero.

Buona lettura, buon vento.

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