Le auto del futuro

di Nicola Bonetti

Dalle tedesche premium alle supercar della Motor Valley, ecco le auto del futuro. In grado di coniugare efficenza e sostenibilità, visione estreme e prestazioni assolute. Con un occhio alla tradizione

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Proporzioni perfette e stile futuristico per la Lamborghini Countach LPI 800 4: soli 112 esemplari per celebrare i 50 anni del design visionario di Countach.

Futuro prossimo

La visione della mobilità nel futuro è stata a lungo evocata dalle immagini di una pellicola antesignana del genere fantascientifico: Metropolis di Fritz Lang che, nel 1927, estremizzava una città con i grattacieli connessi da strade sospese a più livelli e piccoli velivoli svolazzanti sopra e sotto le stesse. Aerei che diventano protagonisti dagli anni 60 in modo ancor più individuale, come vetture volanti. Mentre oggi si presentano i droni-taxi: uno di questi, il VoloCity, collegherà nel 2024 il centro di Roma con l’aeroporto di Fiumicino in 15 minuti, con pilota, 18 motori elettrici e un solo passeggero.

Quattroruote avveniristiche

Ma le auto, simbolo di indipendenza da oltre un secolo, resteranno a lungo le protagoniste della mobilità individuale: Ecco alcune vetture, tra visioni oniriche, anticipazioni realizzabili e altre già in arrivo selezionate da Gentleman. Più o meno rombanti: perché se la tecnologia elettrica permette già prestazioni importanti e potenze assolute, il tuono dagli scarichi resta ancora, a certi livelli, un richiamo irresistibile.

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La Countach fa sognare

Si parte con il Toro, l’icona supersportiva reinventata: Lamborghini Countach LPI 800 4 e limitata a 112 esemplari per la celebrazione dei 50 anni di Countach. Con questo modello il design visionario, dalla la linea essenziale che corre dal frontale alla coda, incontra la tecnologia del futuro: motore V12 con supporto elettrico alimentato da un supercondensatore per raggiungere la potenza complessiva di 800 cavalli, trazione integrale per prestazioni assolute. Da 0 a 100 in 2,8 secondi e 0-200 in 8,6 con velocità massima impressionante di 355 km/h.

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Audi Grandsphere Concept, elettrica con carrozzeria da gran turismo, ha luci posteriori che variano a seconda della situazione del traffico, avvisando così gli altri automobilisti.

Le sfere di Audi

Il costruttore dei quattro anelli, invece, già all’avanguardia con una gamma di vetture elettriche premium ha recentemente presentato alcune concept, una delle quali prefigura l’imminente Audi A6. Ma per scrutare nel futuro nulla di meglio che una sfera: non di cristallo, ma d’alluminio, anche se la forma non è esattamente tonda. Anzi, addirittura tre sfere: chiamate Skysphere, Urbansphere e Grandsphere. Quest’ultima, nome per esteso Audi Grandsphere Concept, ha aerodinamica estrema con slancio di 5,35 metri e affilato design essenziale: carrozzeria da granturismo, sbalzi ridotti, cofano basso e parabrezza inclinato che raggiunge la metà del padiglione spostato verso il posteriore, dove si conclude in stile Sportback con luci sottilissime.

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Queste variano nelle dimensioni secondo la situazione del traffico, allertando gli altri utenti della strada in caso di pericolo. Naturalmente elettrica con architettura a 800 Volt per ricariche rapidissime, ha batterie da 120 kWh per autonomia fino a 750 km, trazione integrale quattro e un motore elettrico per asse, con potenza totale di circa 530 kW e coppia di 960 Nm, per scattare da 0 a 100 in poco più di quattro secondi. Lo sterzo è integrale, l’assetto pneumatico per le sospensioni ad azione predittiva.

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Interni fantascientifici

Ma il futuro si spalanca nell’abitacolo, al quale si accede come nella fantascienza, da un portale consentito dall’assenza del montante centrale. Scoprendo una nuova dimensione: lounge per relax da first class è pensata per il comfort dalle forme ai materiali, allo spazio. Il volante è retrattile e sparisce durante la guida autonoma (di livello 4), l’auto riconosce i passeggeri dall’andatura accogliendoli con animazioni e luci personalizzate. L’ambiente è digital detox: strumentazione o display che diventano invisibili, mostrando superfici in radica e fibre naturali, perché non c’è pelle a bordo. Temi e contenuti che saranno già sulla prossima Audi A8, entro la metà del decennio.

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BMW Vision Circular, studio di un veicolo a quattro posti per il 2040, è l’auto elettrica con misure compatte e molto spaziose. Il nome richiama sia il design sia il concetto di economia circolare.

Visioni circolari

Un altro costruttore premium, per esplorare il futuro, ha creato un oggetto molto tondo: BMW iVision Circular è lo studio di un veicolo a quattro posti per il 2040, elettrico con misure compatte ma molto spazio interno, interpretazione del lusso sostenibile. Il nome non allude solo alle forme ma all’economia circolare, con l’obiettivo di utilizzare solo materiali riciclati, comprese le batterie allo stato solido.

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L’estetica esterna monovolume mostra il doppio rene del frontale BMW e i fari come superfici digitali. La qualità è invece rimarcata dall’incisione laser del marchio e i colori sono giochi di luci e sfumature, mentre gli pneumatici leggermente trasparenti sono realizzati con materiali certificati, coltivati ​​in modo sostenibile, con aggiunta di gomma naturale.

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Gli interni sono privi di collanti e le forme sono ottenute con stampa in 3D. Sul parabrezza, informazioni con realtà aumentata.

Gli interni spaziosi sono mono-materiali privi di collanti, con giunzioni per facilitare lo smontaggio e il recupero, le forme particolari sono ottenute con stampa 3D. Il tetto in vetro dà l’impressione di trovarsi all’aria aperta. Il parabrezza si trasforma in fonte di informazioni con realtà aumentata, eliminando altri schermi. E il suono emesso dal motore è creato dal compositore Hans Zimmer.

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Mercedes-Benz Vision Tokyo, a guida autonoma: l’abitacolo è una lounge.

Il lusso che sarà

Non è una novità, ma ha esplorato il domani in modo profondo: Mercedes-Benz Vision Tokyo si dichiara già nel nome come auto per le megalopoli, monolitica ipotesi lussuosa e spaziosa, è anche giovane e innovativa, con efficienza spaziale, versatilità, connettività intelligente e guida autonoma per essere una trasformista urbana con i valori del marchio.

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Maserati MC20, 100% made in Modena, con quattro modalità di guida su misura.

Motor Valley, Italia

Dal mondo all’Italia, precisamente alla Motor Valley, dove i motori sono rombanti: la nuova supersportiva Maserati MC20, in arrivo a breve, ne è un simbolo, addirittura è presentata come 100% made in Modena. La sigla indica Maserati Corse e il 20 l’anno della nuova era del Tridente. Cominciando dal capolavoro del motore Nettuno: 3.0 V6 biturbo da 630 cavalli e 730 Nm di coppia per scattare da 0 a 100 in meno di 2,9 secondi e a 200 in 8”8, e superando i 325 km orari, segna il ritorno di Maserati alla produzione dei propri propulsori dopo oltre 20 anni. MC20, leggera con parti in fibra di carbonio, è elegante e cattiva, ha personalità con forme che la rendono unica. Sarà anche cabrio e perfino con sola propulsione elettrica, più avanti.

All’interno essenzialità sportiva con forme semplici, il selettore di modalità di guida GT, Wet, Sport, Corsa e Esc Off che disattiva i controlli, due pulsanti per le marce e uno per il launch control. Sei i colori, da nomi intriganti: Bianco Audace, Giallo Genio, Rosso Vincente, Blu Infinito, Nero Enigma e Grigio Mistero. Non lontano da Modena, a Maranello, esplorano il futuro con versioni ibride e sono pronti a tutto per il momento con una serie speciale ispirata alla tradizione e materiali avanzatissimi.

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Ferrari Daytona SP3.

Remake futurista

Ferrari Daytona SP3 ha tecnologie da Formula 1, telaio con sedile integrato, aerodinamica solo passiva ma con efficienza esasperata e stile da corsa che richiama le Ferrari degli anni 60, compreso il celebre nome Daytona. Parabrezza avvolgente e parafanghi sinuosi creano una scultura sensuale, ricordando altre Sport Prototipo come 512 S o 312 P, con i retrovisori avanzati. Il motore centrale-posteriore V12 aspirato è parzialmente esibito: 6,5 litri e 840 CV a 9.500 giri per saettare da 0 a 200 in 7,4 secondi e sfiorare i 340 km/h.

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