Le biblioteche più belle del mondo

di Guido Dell'Atti

Antichissime o moderne e iperfunzionali, raccolgono tesori inestimabili di scienza e sapienza, sono le biblioteche più belle del mondo

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La Biblioteca Hachioji della Tama Art University Library, a Tokyo, progettata dal grande architetto Toyo Ito, è un capolavoro di design e dell’uso rivoluzionario dei materiali.Le

C’era e c’è ancora un sogno dell’umanità: racchiudere tutto il sapere in un unico luogo. Per possederlo? Per proteggerlo? Forse entrambi, ma per realizzare questo sogno nacquero, e nascono ancora, le biblioteche. Antichissime e venerande o moderne e iperfunzionali, sempre contengono tesori, talora unici.
La più antica del mondo tra quelle in attività è in Italia e custodisce, tra i tanti, un documento importantissimo: chi si ricorda del celebre indovinello veronese? Se pareba boves alba pratalia araba e albo versorio teneba et negro semen seminaba… È il più antico documento scritto in volgare, risale all’VIII secolo ed è conservato nella Biblioteca Capitolare della Cattedrale di Verona: le dita della mano, paragonate ai buoi, arano i campi bianchi, cioè il foglio, seminando il nero seme, l’inchiostro.

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La più grande biblioteca del mondo all’interno di un monastero ad Admont, in Austria, custodisce 200mila volumi, tra cui oltre 1.400 manoscritti. Il più antico risale all’VIII secolo.

La prima biblioteca di cui si abbia notizia è a Ebla: un ammasso di circa 5mila tavolette di argilla in caratteri cuneiformi, in lingua eblaitica, risalenti a 4.200 anni fa circa. Quando re Sargon, conquistatore e distruttore di Ebla, fece appiccare l’incendio devastatore, la cottura dell’argilla fece conservare le tavolette fino a noi.
La più celebre è stata ad Alessandria, al tempo della dinastia dei Tolomei. Migliaia di scriba percorrevano il mondo conosciuto trascrivendo su rotoli di papiro l’opera di tutti gli storici, filosofi, matematici e sapienti d’ogni sorta, ma non solo: agenti acquisitori requisivano qualunque manoscritto trovato sulle navi in transito nel porto.

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La Klementinum di Praga conserva la più grande collezione di mappamondi. In alto, i monaci ortodossi di Santa Caterina, nel Sinai.

Il libro era poi accuratamente trascritto, e al possessore era restituita una copia. In realtà, la Biblioteca di Alessandria era un gigantesco laboratorio editoriale riservato a filosofi, eruditi ed altri professionisti del sapere. L’opera di Tolomeo fu proseguita da suo figlio, Tolomeo II detto il Filadelfo e così Alessandria divenne la città dei due fari: uno, la celebre meraviglia del mondo antico, e l’altro la sua leggendaria biblioteca, faro di altra natura.
Tutte le biblioteche antiche, compresa la grande rivale della Biblioteca di Alessandria, quella di Pergamo, sono andate distrutte. Le biblioteche in fondo non sono che una fragile muraglia contro le intemperie della Storia. Racchiudendo i libri in un unico punto per proteggerli, li si espone al rischio di una distruzione generale e istantanea, magari casuale.

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La Tianjin Binhai Library, in Cina, progettata da MVRDV è un’architettura futuristica strutturata a balconate e può contenere fino a un milione e duecentomila volumi.

Non furono le biblioteche del mondo antico a salvare le opere della classicità giunte fino a noi, ma gli scriptoria dei conventi, in epoca Alto medievale, dove i testi si copiavano a mano, in un’opera lunga e meticolosa che poteva richiedere mesi. I libri, rari e costosi, erano un bene prezioso da celare e proteggere, prima che leggere.
Per tutto l’Alto medioevo le biblioteche furono perlopiù collezioni degli scritti dei Padri della Chiesa: la Biblioteca di Costantinopoli, distrutta dai crociati nel 1204, aveva la migliore raccolta teologica dell’Impero d’Oriente.

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I monaci ortodossi di Santa Caterina, nel Sinai.

Ce ne sono alcune talmente belle da esser protette dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità: un destino che accomuna la Biblioteca dell’Abbazia di San Gallo, risalente all’VIII secolo e ricostruita nel XVIII in stile Rococò, e quella di Santa Caterina, nel Sinai, risalente addirittura al IV secolo, dove i monaci ortodossi vegliano sui più antichi testi cristiani. La Biblioteca dell’Abbazia benedettina di Wiblingen, in Germania, fu terminata a metà del Settecento «per custodire i tesori della sapienza e della scienza».

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Il progetto della Biblioteca Universale nel borgo di Solomeo voluta dall’imprenditore Brunello Cucinelli.

Fa a gara per bellezza barocca con la Biblioteca dell’Abbazia di Admont, tra i monti della Stiria, in Austria, la quale custodisce a sua volta la più grande biblioteca monastica del mondo. Alla Klementinum di Praga, all’interno del vecchio collegio gesuita, vi è la più grande collezione di mappamondi. La Biblioteca di Hachioji, alla periferia di Tokyo, invece, è modernissima: progettata dal grande architetto Toyo Ito, è un capolavoro di utilizzo rivoluzionario dei materiali e di total design fuso con gli spazi intorno.

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La Biblioteca dell’Abbazia di San Gallo, in Svizzera, risalente all’VIII secolo e ricostruita nel XVIII secolo in stile Rococò, è tutelata dall’Unesco come Pratrimonio dell’umanità.

Anche oggi, nonostante i tempi non invoglino, esiste qualcuno dotato del coraggio di una visione che sfida i secoli: Brunello Cucinelli ha deciso di fondare proprio nella sua Solomeo una biblioteca universale, un luogo dove le epoche si incontreranno, circondato da un grande parco aperto al pubblico, come quando, all’alba dell’umanità, nei simposi, si discuteva, si leggeva, si insegnava e si mangiava. E dove prendevano forma le grandi idee che ancora oggi studiamo. Come già Diego Della Valle con il Colosseo o Renzo Rosso con il Ponte di Rialto, un imprenditore è disposto a investire non solamente nella conservazione dell’antica bellezza, ma nella creazione di nuova. Forse, e perché no, anche per legare il proprio nome a un briciolo di eternità. ll nome dei Tolomei rimarrà per sempre legato alla Biblioteca di Alessandria. L’assonanza di Solomeo con Tolomeo speriamo non sia un caso, ma un segno del destino.

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