Con Omega il tempo è un gioco. Olimpico.


Dal 1932 il brand di orologi Omega ha cronometrato quasi ogni edizioni delle Olimpiadi. Ed è già pronto a scattare anche a Tokyo 2020.

Una foto in bianco e nero, ritratto di un’epoca che non c’è più. Era il 1932, Olimpiadi di Los Angeles. Per la prima volta, fa la sua presenza ufficiale un’unica azienda orologiera come Cronometrista dei Giochi Olimpici.
Si tratta di Omega che, per l’occasione, aveva mandato un orologiaio direttamente da Bienne a LA, armato di 30 cronometri ad alta precisione che consentono un’approssimazione al decimo di secondo nella misurazione.

Da allora sono passate molte stagioni. Le immagini sono diventate a colori, le discipline sono aumentate, così come le difficoltà e le sfide per Omega.
Nel 1948 inizia, infatti, l’era elettronica e la tecnologia subentra alla capacità dell’occhio umano.
Da quella utilizzata per la gare di nuoto (era il 1956 quando viene introdotto lo Swim Eight-O-Matic-Timer, primo cronometro semiautomatico per questa disciplina) all’Omegascope, ossia il tempo segnato sullo schermo, visibile a tutti (sopra, a Innsbruck nel 1964).

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E poi ancora: nel 1976, il nuovo tabellone Video Matrix a Montreal, che permette di visualizzare tempi, punteggi, classifiche, ma anche registrazioni video.

Nel 1984, a Los Angeles, nell’edizione che ha visto protagonista Carl Lewis con quattro medaglie d’oro, Omega presenta il primo rilevatore di false partenze (nella foto sopra).

La rivoluzione statistica arriva a Seul nel 1988, durante le Olimpiadi estive, con il cronometraggio computerizzato che riesce a registrare in digitale informazioni e statistiche.

L’ennesima rivoluzione arriva nel 2006, a Torino, quando gli atleti del pattinaggio indossano transponder speciali alle caviglie: microchip che inviano e ricevono segnali via radio (sopra).

E poi, nel 2012, a Londra, con il nuovo Quantum Timer Omega, con risoluzione potenziata di un milionesimo di secondo; nel 2018, alle Olimpiadi di PyeongChang, con gli inediti sensori di movimento e sistemi di posizionamento…

Per le Olimpiadi Tokyo 2020 (rimandate causa Covid nel 2020 e si disputano quest’anno), che segna la 30° partecipazione di Omega nel ruolo di cronometrista ufficiale, il brand di orologi presenterà nuove tecnologie.

In tempo reale il pubblico, ma anche atleti e allenatori, saranno in grado di avere accesso a una serie di dati per comprendere le dinamiche che hanno condotto alla vittoria. Nel nuoto, per esempio, verranno contate anche il numero di bracciate e l’accelerazione.

 

L’Omega Seamaster Aqua Terra Tokyo 2020 Limited Edition.

Come da tradizione, per l’occasione, Omega ha presentato tre modelli di orologi in edizione limitata a 2.020 esemplari per collezione.

Il Seamaster Aqua Terra Tokyo 2020 Limited Edition (sopra) ha quadrante in ceramica, con finitura lucida blu e emblema di Tokyo 2020 inciso al laser. La cassa, da 41 mm, è in acciaio inossidibale e fondello con logo dei Giochi Olimpici.

Animato da calibro Omega Master Chronometer 8900, ha cinturino in cacciù blu lavorato. Nella confezione è compreso anche un bracciale in acciaio.

Il Seamaster Driver 300m Tokyo 2020.

È animato, invece, dal calibro Omega Co-Axial Master Chronometer 8800 il Seamaster Driver 300m Tokyo 2020, ideale per gli amanti delle profondità oceaniche (qui sopra).

Sulla cassa, di 42 mm, in acciaio inossidabile (come il bracciale), è montato un anello della lunetta in ceramica blu con scala graduata in smalto bianco. Lancette e indici azzurrati sono riempiti di Super-LumiNova bianca.

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Il Seamaster Planet Ocean Tokyo 2020 Limited Edition.

Infine, per celebrare il Paese che ospita i Giochi Olimpici, ecco il Seamaster che prende ispirazione dal Giappone.

Il quadrante in ceramica lucida del Planet Ocean richiama, infatti, il tema nipponico con una speciale lancetta centrale dei secondi “lollipop”. La punta, riprendendo la bandiera giapponese, presenta un cerchio verniciato di rosso.

Così come il numero 20 sulla lunetta  riempito di ceramica liquida rossa. Il fondello è in vetro zaffiro con applicato il logo di Tokyio 2020, il cinturino in pelle bianca e accompagnato da un bracciale in acciaio e un cinturino Nato aggiungitivo.

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