Perle rare: i segnatempo in madreperla

di Davide Passoni
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Solo le maison orologiere più prestigiose conoscono i segreti per la lavorazione di una materia prima così fragile e sottile. E il risultato è sorprendente

 

Un antico proverbio indù dice che «la perla è senza valore finché è dentro la propria conchiglia». Vero. La sua bellezza e il suo valore, metafore della bellezza interiore di una persona, si esaltano se portati alla luce, che gioca con le mille sfumature di colore della madreperla rendendola sempre diversa e unica. In questo motivo, oltre che nella preziosità del materiale, si trova l’eleganza degli orologi con il quadrante in madreperla, il cui fascino proviene anche dalla fragilità della materia prima.

Un quadrante è molto sottile ed è inciso, forato per far passare il perno delle lancette, a volte lavorato per potervi applicare gli indici. Lavorazioni banali se eseguite sul metallo, delicatissime e potenzialmente distruttive su un millimetro di madreperla: il rischio di spezzare un quadrante e, quindi, di buttarlo, è concreto.

Ma quando il lavoro riesce, la perfezione splende tanto quanto il quadrante e il polso della donna diventa il palcoscenico per la danza delle ore sull’ipnotico orologio. Solo i marchi più prestigiosi sono depositari delle tecniche capaci di rendere la madreperla un cammeo cui affidare il compito di raccontare lo scorrere del tempo. Per loro valgono le parole di Orson Welles:

«Lots of oysters, only a few pearls»

Molte sono le ostriche, ma le perle sono rare. Da ammirare nella gallery.

 

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