Real Estate Comprare un sogno

di Giacomo Nicolella Maschietti

Una penthouse a Manhattan. una tenuta nelle Keys. una villa d’epoca in Toscana. le dimore più esclusive raccontate da Mike Golden e Thad Wong di Christie’s International Real Estate

Le proprietà immobiliari più prestigiose passano di mano attraverso canali preferenziali, con commissioni importanti. Di conseguenza il settore lusso viene dipinto come estremamente appetibile dagli analisti. Secondo Morgan Stanley, infatti, l’accelerazione della ripresa economica produrrà un aumento dell’inflazione, in particolare negli Stati Uniti, dove il tasso salirà al 2,5% nel 2022 contro l’1,2% del 2020. E in questo scenario la caccia ai rendimenti è destinata a far salire l’entità dei capitali investiti nel settore immobiliare. In previsione di ciò,  Mike Golden e Thad Wong, due immobiliaristi di Chicago, fondatori della piattaforma di intermediazione
@properties (con oltre 3.500 agenti in nove stati e un volume di vendite annuali per oltre 16 miliardi di dollari), hanno recentemente acquisito Christie’s International Real Estate: per chi non lo sapesse, infatti, la storica casa d’aste inglese specializzata in arte è attiva da anni anche nel comparto immobiliare. Così, lo scorso anno, Thad Wong e Mike Golden hanno lanciato il marchio in franchising nazionale di @properties e concretizzato l’accordo con Christie’s, che ha visto l’opportunità per posizionarsi nel settore insieme alla società di brokeraggio americana in rapida crescita. Gentleman li ha incontrati per capire come si sta muovendo il mercato del real estate, tra proprietà di lusso e criptovalute.

Gentleman. Che cosa vi ha portato a considerare l’opportunità di comprare Christie’s International Real Estate? E quali sono i piani futuri per il brand?

Thad Wong. Sappiamo che possiamo aggiungere molto valore a un marchio già conosciuto e apprezzato a livello mondiale. Un fattore trainante è stata la nostra capacità di iniettare nel settore immobiliare una più solida innovazione tecnologica. Abbiamo già un rapporto sinergico con la casa d’aste Christie’s, che intendiamo migliorare attraverso un marketing più efficiente e un supporto di promozione incrociata.

Mike Golden. La grande squadra di affiliati in tutta la rete di Christie’s, ci ricorda la nostra società di intermediazione @properties: sono compagnie molto simili, solide, leader di mercato, indipendenti e guidate dai proprietari. A parità di condizione, le società indipendenti forniscono un servizio migliore grazie a una maggiore esperienza nei confronti del cliente, perché i proprietari e i loro team tendono a essere più coinvolti e responsabili nei confronti degli agenti e clienti, non sono azionisti. La nostra esperienza dimostra che le aziende indipendenti possono superare meglio le crisi e sovraperformare rispetto alle grandi società immobiliari se hanno accesso alla giusta tecnologia, innovazioni di marketing e supporto degli agenti. Questo è ciò che intendiamo offrire.

G. Christie’s International Real Estate offre servizi a una clientela globale nella fascia di lusso del mercato immobiliare residenziale. Lavorate con 48 Paesi: quali sono le destinazioni e le tipologie più richieste?

I due immobiliaristi Mike Golden e Thad Wong.

M.G. Lo stile di vita è una scelta estremamente personale, soprattutto quando si tratta di lusso. Montagna, Oceano, metropoli, campagna… sono tutti scenari desiderabili e, dato il forte mercato di oggi, abbiamo clienti che stanno comprando più proprietà in diversi contesti. I dati possono mostrare una tendenza, ma nel nostro caso, probabilmente non influenzerà le scelte degli acquirenti che si basano di più sul sentimento. Se vogliamo trovare un denominatore comune nel mercato immobiliare oggi, direi che la richiesta maggiore è quella di avere più spazio, sia nella metratura interna, sia in quella esterna. La pandemia ha, infatti, stimolato un cambiamento abbastanza significativo per quanto riguarda questo aspetto.

Una proprietà ad Aspen

G. La casa ha sempre rappresentato il classico investimento tradizionale, il mattone. Abbiamo visto però che in momenti particolari, come quello della crisi dei mutui subprime, le cose possono cambiare improvvisamente. Quali sono le vostre previsioni per il 2022?

M.G. Alla fine degli anni 2000 gli alloggi erano offerti in eccesso e indebitati, ora le condizioni di mercato si sono ribaltate. Non ci sono le basi per una crisi economica come quella di allora, e il settore immobiliare è tronato a rappresentare un investimento classico e tradizionale, che aggiunge stabilità a un portafoglio differenziato. Non consideriamo gli immobili residenziali come una classe di attività che deve fornire il 10% o il 15% di rendimenti anno su anno, anche se negli ultimi due anni, in alcuni mercati, lo è stato. Nella maggior parte dei casi, è una copertura contro l’inflazione e la stessa volatilità inerente ad altri investimenti: azioni, valuta, materie prime… E anche se pensiamo che la richiesta di proprietà rallenterà in qualche modo nel 2022, non siamo alla fine di un ciclo. Ci sono ancora una serie di fattori che spingono a favore del settore immobiliare (dati demografici, oneri finanziari, impatto sullo stile di vita della pandemia), che continueranno ad essere trainanti di una sana domanda.

T.W. Sono d’accordo con Mike e vi darò un’altra previsione per il 2022 e oltre, probabilmente non molto sorprendente per i lettori. La criptovaluta sta emergendo come mezzo per acquistare non solo immobili di lusso (le case in Thailandia e Colorado sono esempi recenti di transazioni mediate da Christie’s International Real Estate), ma anche, come dimostrano le recenti vendite di Christie’s, belle arti e beni di lusso. Questa è una nuova frontiera, in grande espansione. Nei prossimi cinque anni, si vedrà una crescita enorme in questo settore.

G. Quello che stiamo vivendo nel mercato italiano è una crescita esponenziale delle grandi città, in particolare Milano, e un forte calo dei prezzi delle case nei piccoli paesi. Succede lo stesso anche all’estero?

Villa d’epoca in Toscana

M.G. Negli ultimi tempi, Christie’s International Real Estate ha avuto nuovi affiliati in Italia (Venezia, Alto Adige, Roma, ma anche Campania), spinti dall’interesse del mercato internazionale in queste zone. Siamo stati a lungo rappresentati in Sardegna e Toscana, ma non a Milano, anche se speriamo di esserlo presto. Quello a cui stiamo assistendo, secondo i rapporti dei nostri affiliati in ogni parte del mondo, è un ritorno alle metropoli. Se nella fase iniziale della pandemia c’è stata una maggiore richiesta di proprietà immerse nella natura e lontane dalle aree ad alta densità, oggi, con la situazione più sotto controllo e un graduale ritorno alla normalità, la richiesta è tornata a concentrarsi sulle città, con tutti i benefit che queste possono offrire. Sicuramente adesso la scelta di comprare una proprietà in un piccolo centro (come seconda, o terza, casa) è più legata a una scelta di vita, non a un investimento.

G. Se dovesse classificare le 5 migliori città in cui acquistare una casa oggi, quali sarebbero?

T.W. Se facessimo questa domanda a cento persone, probabilmente avremo cento risposte diverse. E questo è uno dei plus che caratterizza una rete come Christie’s International Real Estate, con affiliati nelle località più ambite in tutto il mondo. Detto questo, l’Italia, grazie al suo clima, all’architettura, al patrimonio artistico e culturale è, e sarà sempre, di grande interesse per gli acquirenti internazionali.

G. Quali sono state le vostre vendite più importanti dell’ultimo anno?

M.G. Ce ne sono state diverse. Una vendita fuori mercato di 85 milioni di dollari a Palm Beach; una di 30 milioni e 500mila dollari a Beacon Court, su Millionaire’s Row, a Manhattan; la residenza newyorkese dell’architetto I.M. Peie, e altre in Irlanda. E poi, un edificio venduto per oltre 100 milioni di dollari da un nostro affiliato a Dubai.

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