A tutto campo con la nazionale

di Guido Dell'Atti
vialli allenatore della nazionale
Roberto Mancini e Gianluca Vialli ai tempi della Sampdoria

Roberto Mancini allenatore della nazionale racconta.

È stato il golden boy del calcio italiano, ha intrapreso una spettacolare carriera da allenatore, che lo ha portato a vincere scudetti in Italia, in Inghilterra e, persino, la Coppa di Turchia.

Oggi siede, realmente, sulla panchina dove ogni italiano pensa di essere: quella della Nazionale. Nel 2017, il Premio Golden Foot lo ha marmorizzato tra le Leggende del calcio (prima di lui, tra gli altri: Rivera, Paolo Rossi, Gigi Riva e Facchetti).

Grande sportivo, ecologista e, ora, anche arbiter elegantiarum

È stato Ambasciatore dell’Unicef. È bello, ricco ed è pure considerato uno degli uomini più eleganti al mondo. E, adesso, si è scoperto un appassionato stilista per il brand Paul&Shark. Gentleman lo ha incontrato per capire chi è l’uomo dietro il successo.

Gentleman. Parliamo di Nazionale: ci faranno sognare gli Europei?
Roberto Mancini. Abbiamo già costruito una Nazionale brillante, speriamo di riportare la Coppa in Italia, dopo 50 anni.

G. Quale squadra teme di più? Ci saranno sorprese? Speriamo italiane?

R.M. Beh, speriamo… Sicuramente la Francia perché è Campione del Mondo, e il Portogallo Campione d’Europa.

Ma non sottovalutiamo l’Inghilterra e, soprattutto, il Belgio, oramai da diversi anni primo nel ranking mondiale.

E poi, la Spagna, è un po’ come l’Italia: una squadra di giovani. Alla fine, arriveranno in fondo i soliti.

G. E il giocatore?
R.M. Di sicuro Mbappé, di sicuro De Bruyne. Ma spero che la vera sorpresa sia uno dell’Italia: magari uno degli attaccanti.

G. L’Italia del passato che ha amato di più?
MR. La Nazionale del 1982.

mancini allenatore della nazionale
La nazionale campione del mondo nel 1982

G. Quando ha iniziato, chi era il suo idolo?
R.M. Bettega, perché tifavo Juve…

G. Maradona è stato un’icona. «Fu Dio, non santo». Si ricorda di un altro personaggio simile?
R.M. Maradona è stato unico perché era il Napoli, era una regione intera.

G. La Sampdoria di Boskov, Mancini e Vialli fu l’ultima squadra outsider a vincere uno scudetto. Impresa irripetibile? E quanto contava il carisma dell’allenatore?

R.M. Nel calcio si può ripetere tutto. Oggi è più difficile perché ci sono i grandi club che investono molto e hanno più possibilità di vincere.

Boskov è stato importante, veniva dal Real Madrid, aveva esperienza, aveva girato il mondo. È stato quello che ci ha dato la consapevolezza.

G. Proprio secondo Boskov, «rigore è quando arbitro fischia», frase che mostra tutta l’inutilità delle discussioni sull’era o non era rigore. Vedremo mai la partita senza proteste?
R.M. Non credo succederà mai in Italia. È nel nostro modo di vivere il calcio. E, forse, è anche una cosa bella, la discussione dei tifosi, quello che succede dopo.

G. Vicenda Super-League?
R.M. (ride, ndr) Hanno già parlato in tanti. Oramai…

G. Si ricorda di un allenatore che le ha dato un insegnamento vero?
R.M. Boskov ed Eriksson: si può perdere e questo deve dare la forza di ricominciare.

mancini allenatore della nazionale
Francesco Acerbi, Leonardo Bonucci e Andrea Belotti in azione contro la Polonia, ottobre 2021, in coppa UEFA

G. Allenerebbe una squadra femminile?

R.M. Nella vita mai dire mai, e poi le ragazze sono molto migliorate.

G. Quanto manca per vedere un tecnico donna in una squadra maschile?

R.M. Chi lo sa? Però credo che, prima di tutto, ci siano da valutare le capacità. Qualche tentativo si è fatto, con la Morace, per esempio. Se una donna è capace, può farlo.

G. Qual è il personaggio di un altro sport che ritiene iconico?

R.M. Michael Jordan.

G. Quali sono le sue altre passioni?

R.M. Padel, cinema, cibo, vino rosso. E il mare. Ho vissuto per tanti anni a Genova, una città unica al mondo.

Noi italiani siamo circondati da una natura meravigliosa: dobbiamo proteggerla, non ce n’è una di ricambio.

G. L’Atalanta è la dimostrazione che il laboratorio artigianale può affermarsi anche con meno mezzi. Questi miracoli sono durevoli?

R.M. L’Atalanta è un club organizzato, ha un bravo Presidente, hanno investito bene, con giovani che oggi sono tutti Nazionali. Non so quale sia il loro obiettivo, se venderli oppure cercare di vincere lo Scudetto. Secondo me potrebbero farcela.

G. Farà mai il Presidente di una società di calcio?

R.M. Per ora no, più avanti forse… Ma visto che qualcosa di calcio capisco, mi ritengo anche in grado di poterlo fare.

roberto mancini allenatore della nazionale
Roberto Mancini indossa una giacca Paul&Shark

G. È diventato global brand ambassador di Paul&Shark. Com’è nato questo binomio?

R. M. Da un’affinità di valori e passioni. Il rispetto per la natura e per le persone, l’eleganza, la bellezza, il made in Italy, l’amore per l’avventura. E per i materiali: tecnici, leggeri, resistenti, tessuti che oggi sono normali, ma fantascientifici vent’anni fa.

Presenteremo la capsule per la Primavera 2022. Comprenderà una serie di capi versatili, con un forte heritage.

G. Come riassumerebbe lo stile Paul&Shark?
R.M. Un luxury leisurewear iconico e sostenibile.

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