Vip spirits: i distillati sono un affare stellare

di Giuliana Di Paola

Vip spirits: i distillati sono un affare stellare. Dal tequila di George Clooney al Buckingham Palace, il gin di Sua Maestà. Dalla vodka di Dan Aykroyd al whiskey di Bob Dylan, cantautore e premio Nobel.

Vip Spirits: i distillati sono un affare stellare
Ryan Reynolds con il suo Aviation Gin, acquisito da Diageo lo scorso agosto.

Dal tequila di Clooney alla vodka di Dan Aykroyd, fino al whisky di Bob Dylan, gli spirits in questo decennio sono diventati un affare da star. Stellare, a partire dalle quotazioni. Per rendere l’idea basta dare due numeri. Nel 2017 George Clooney ha venduto Casamigos, lanciato solo quattro anni prima, a Diageo per l’astronomica cifra di 1 miliardo di dollari (588 milioni di euro cash e 252 legati al rendimento decennale del brand).

Vip spirits: i distillati sono un affare da star
George Clooney e Rande Gerber, fondatori del brand Casamigos, nel 2013.

Ad agosto, poi, sempre il colosso del settore che vanta un ampio portfolio di brand come Johnny Walker, Smirnoff e Tanqueray, ha acquisito il marchio Aviation. Il gin super premium made in Usa balzato agli onori delle cronache grazie a Ryan Reynolds. Due anni fa, infatti, la star della Lanterna verde era entrato nella società, perché come lui stesso confessa cerca di ricalcarne le orme di King George. E ora con l’accordo chiuso a 512 milioni di euro pare si sia avvicinato alla meta. Anche se Reynolds ha dato la notizia con il suo solito sense of humour con una risposta automatica della sua mail d’ufficio:

“Sono temporaneamente fuori ufficio, ma lavorerò ancora a lungo per vendere Aviation Gin, perché miei avvocati mi hanno appena spiegato i termini dell’accordo e ho realizzato di non essere George Clooney dopo tutto”.

L’elenco di celebrities entrate a vario titolo nel mondo della distillazione è lungo e costellato di fama e successo. La tendenza è ancora più dilagante, se possibile, di quella dei vignerons famosi. Nel mondo del vino la hall of fame era già lunghissima: si partiva dagli antesignani Gérard Depardieu e Francis Ford Coppola per arrivare tutto d’un sorso ai Tuscan di Sting e al rosé provenzale di Brad Pitt e Angelina Jolie, fino al prosecco delle sorelle Delevigne e allo Champagne di Idris Elba.

Vip spirits: i distillati sono un affare stellare
Il gin Buckingham Palace, commercializzato dalla scorsa estate.

Per fare il vino, però,  ci vuole tempo, oltre che lo spazio. Mentre per i distillati, ettari di vigne non sono strettamente necessari. Volendo lo si può fare in giardino, come deve aver pensato la regina Elisabetta lanciando quest’estate il suo Buckingham Palace Gin.

Il gin di Sua Maestà è realizzato con 12 botanicals tra cui limone, verbena, bacche di biancospino e foglie di gelso raccolte a mano nei 16 ettari che circondano la residenza reale dei Windsor.

Ma soprattutto frutto dell’esperienza in materia di Sua Maestà ereditata, come ormai tutti sanno anche grazie a The Crown, dalla regina madre la cui giornata era scandita come quella di Lilibet ora dall’aperitivo a pranzo a base di Dubbonet (cocktail martini in versione anni 30, dove al Vermouth dry si sostituiva l’omonimo liquore francese più morbido e dolce) e da un classico Martini prima di cena. Anche se il sito del Royal Collection Shop, dove viene venduto, consiglia di berlo in un classico G&T .

Gin craze a parte, tra i white spirits vodka e tequila hanno più appeal. 

Tra reali e comuni mortali la gin craze, la seconda per la precisione dopo quella del XVIII secolo che trasformò Londra in un’enorme distilleria, non accenna a diminuire. Vero, ma nel business dei distillati vip a fare la parte del leone non è il distillato a base di ginepro, anche se sempre in autunno il rapper Snoop Dog, in onore della sua storica hit Gin & Juice ha lanciato il suo Indoggo. Tra i white spirits hanno molto più appeal vodka e tequila.

Vip spirits: i distillati sono un affare stellare
Dan Aykroyd con la sua vodka Crystal Head, dalla caratteristica bottiglia a teschio.

Nel primo campo Dan Aykroyd è stato un apriprista con la Crystal Head, vodka pluripremiata creata nel 2007 dall’ex Blues Brothers nel 2007 con l’artista John Alexander che ha disegnato l’iconica bottiglia a forma di teschio, sviluppata con l’italiana Bruni Glass che ha firmato anche l’originale versione Aurora. Dopo di lui si sono cimentati in tanti, dall’attore Channing Tatum con la sua Born and Bred alla Bad Boy dell’ex cestista dell’Nba Dennis Rodman, fino a Kate Hudson che l’anno scorso ha lanciato la sua King St. Vodka, prodotta nell’assolata Santa Barbara ma battezzata in ricordo del suo primo appartamento da single newyorkese e delle tante serate passate lì a bere Dirty Martini con le amiche perché si sa:

La vodka è ad alto tasso alcolico ma basso contenuto calorico.

La vodka resta, però, un drink da macho, non a caso anche il drink preferito dai rapper: dopo fiumi di Crystal, si sono buttati tutti sulla vodka super premium (a parte il solito Jay Z cui piace fare eccezione e fare le cose in grande, così per il suo cognac D’Ussé ha ingaggiato il grande Michel Casavecchia). Per primo Sean Combs, Puf Diddy che ha un accordo con Diageo, tanto per cambiare, per la promozione della Ciroc, di cui cura marketing e soprattutto il lato social, come ha dimostrato durante l’ultima campagna presidenziale.

justin timberlake tequila Sauza 901
Justin Timberlake volto di uno dei marchi più noti di Tequila, Sauza 901.

Puf Diddy con il suo Deléon fa anche da ponte per introdurre il tequila, forse il liquore più amato dalle celebrities, dal Casa Noble di Carlos Santana al Thunderstruck degli Ac/Dc, fino all’attore più pagato al mondo, The Rock che sul profilo Instagram si consolava per la quarantena bevendo il suo Teremana. Il più famoso, però, resta il Sauza 901, noto anche oltre il suo produttore Justin Timberlake che si fa a un grande fiuto per gli affari.

I folgorati sulla via di Jalisco sono tanti: da George Clooney a Justin Timberlake, da Rita Ora a The Rock

Tra i convertiti sulla via di Jalisco, c’è persino Rita Ora che dal 2019 è non solo azionista ma anche partner creativo di Próspero Spirits creato con Stella Anguiano proprietaria delle distillerie Don Roberto, una delle prime donne in un settore da sempre ad alto tasso di testosterone. Principale ragione per cui la popstar di origini kossovare ha scelto di entrare nel business, oltre all’orgoglio di poter vedere le sue bottiglie nel pub londinese del papà, quello da cui la sua carriera canora ha spiccato il volo grazie alle serate open mic, quelle del dilettante.

Rita Ora Tequila
Rita Ora con il suo brand di tequila creato con Stella Anguiano di Próspero Spirits.

Un discorso a parte nel mondo dei distillati sono come sempre i brown spirits e, tra questi, soprattutto l’universo del whisky. Una religione per gli appassionati. Un universo variegato che va dallo Scotch al bourbon, dal rye al whiskey, ma che non è soggetto alle mode ma gravita fermo attorno alla passione di chi se ne occupa. Come dimostra la collaborazione tra Wild Turkey e Matthew McConaughey.

Matthew McConaughey Wild Turkey Whiskey Longbranch
Matthew McConaughey è il direttore creativo per Longbranch, brand di Wild Turkey.

Ingaggiato come testimonial, dal 2016 Matthew McConaughey è diventato direttore creativo per le campagne pubblicitarie dell’etichetta di punta del Campari Group,  altro colosso degli spirits, di cui cura ogni dettaglio dallo storytelling alla regia. Dalla collaborazione ne è nato, come naturale evoluzione, il Longbranch, un bourbon realizzato in stretta collaborazione dell’attore con il mastro distillatore Eddie Russell.

Bob Dylan Heaven's Door Whiskey
Bob Dylan con il suo whiskey pluripremiato Heaven’s Door.

Gli appassionati di brown spirits sono un gruppo tanto preparato quanto disincantato, come ha raccontato Marc Bushala, fan di Bob Dylan che ha sviluppato con lui l’etichetta Heaven’s door, da una delle sue più celebri ballate, per loro conta solo la qualità non chi lo produce difficile che si lascino distrarre dalla fama del produttore, persino se ha vinto un Nobel per la letteratura come Bob Dylan. Ma le tre referenze dell’Heaven’s door, un whisky, un bourbon e un double-barrell whisky, sono assolutamente all’altezza della carriera del menestrello.

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David Beckham nella pubblicità del suo whiskey Haig Club.

Persino David Beckham quando si è occupato di whisky l’ha fatto sul serio, anche se con meno fortuna del premio Nobel. L’ex calciatore ha messo da parte l’approccio marketing tipico familiare che si espande dalla biancheria intima alle tele cinquecentesche: e il suo Haig Club, lanciato sei anni fa in collaborazione con Diageo, ancora loro, nonostante la bottiglia blu molto posh e i primi spot girati dall’ex Mr Madonna Guy Ritchie, ha strappato buone critiche dalla stampa specializzata.

 

 

 

 

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